Il consumo di alcol resta un problema di salute pubblica sempre più rilevante. Nella relazione al Parlamento del Ministro della Salute Orazio Schillaci emerge infatti un quadro preoccupante: nel 2023 il fenomeno del binge drinking, cioè l’assunzione di molte bevande alcoliche in un’unica occasione, ha coinvolto il 14,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni. Un comportamento che aumenta il rischio di intossicazione acuta e ricoveri in emergenza.
Il problema riguarda però anche le fasce più anziane della popolazione: tra gli over 65, il 30,2% degli uomini e l’8,5% delle donne ha adottato almeno un comportamento a rischio legato al consumo di alcol, spesso con un’assunzione abituale superiore ai limiti consigliati.
Secondo Riccardo Caccialanza, direttore di Dietetica e Nutrizione clinica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e professore all’Università degli Studi di Milano, la prevenzione passa soprattutto dall’educazione alla moderazione. L’alcol è infatti associato a un aumento del rischio di diverse patologie, compresi alcuni tumori, perché tutte le bevande alcoliche contengono etanolo, sostanza riconosciuta come fattore cancerogeno.
Il messaggio resta quindi quello di evitare gli eccessi e adottare uno stile di vita sano, ispirato alla dieta mediterranea e all’attività fisica regolare, ricordando che in alcune condizioni – come gravidanza o terapie mediche – l’alcol dovrebbe essere evitato del tutto.
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