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Merenda o merendina? Non esistono alimenti “buoni” e “cattivi” 

30 Ott 2026
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La merenda è spesso considerata un pasto “minore”: qualcosa da mettere velocemente nello zaino prima di andare a scuola o da offrire ai bambini al rientro a casa. In realtà, è un momento importante dell’alimentazione quotidiana e rappresenta un’occasione preziosa per costruire sane abitudini che li accompagneranno anche da adulti. 

Ma come orientarsi tra merende fatte in casa, prodotti confezionati, snack dolci e salati? Ne abbiamo parlato durante la scorsa edizione del Festival della Prevenzione con Francesca Valla, insegnante, scrittrice e counselor familiare e Alessandra Borgo, biologa nutrizionista. 

L’EDUCAZIONE ALIMENTARE INIZA DAGLI ADULTI

«Il buon esempio è sempre più potente di mille parole e le nostre azioni insegnano ai bambini come comportarsi», ci racconta Francesca Valla. «L’educazione alimentare, infatti, non comincia davanti al frigorifero o al supermercato, ma molto prima: osservando ciò che fanno gli adulti».  

I bambini imparano soprattutto attraverso l’esempio. Se vedono i genitori mangiare con piacere frutta e verdura, sarà più facile che imparino ad apprezzarle. Al contrario, è difficile convincerli a consumare alimenti che non vedono mai comparire sulla tavola. 

Per Francesca Valla anche il momento della preparazione ha un valore educativo. «Il cibo è nutrimento, ma è anche relazione. Preparare insieme una merenda significa condividere tempo, creare ricordi e dare a quel cibo il sapore di casa». 

Coinvolgere i bambini nella preparazione di una torta, di un panino o di una semplice macedonia significa renderli protagonisti. «Un bambino che manipola, sperimenta e cucina è un bambino che poi ha più voglia di assaggiare», spiega Valla. «Manipolare gli ingredienti, scegliere la frutta, osservare i colori e i profumi li rende più curiosi e disponibili ad assaggiare anche alimenti nuovi». 

MERENDINA CONFEZIONATA? NO AI DIVIETI ASSOLUTI

«Non dobbiamo creare categorie di cibi “sì” e cibi “no”. Il nostro compito è insegnare ai bambini a contestualizzare i consumi», spiega Alessandra Borgo. 

Le merendine confezionate sono spesso al centro del dibattito sull’alimentazione dei più piccoli. È vero che molti prodotti industriali possono contenere quantità elevate di zuccheri, grassi saturi e sale, nutrienti che, se consumati in eccesso, aumentano il rischio di diverse patologie nel lungo periodo. Questo, però, non significa che debbano essere eliminati completamente. 

«L’obiettivo non è proibire alcuni alimenti, ma insegnare ai bambini che esistono cibi da consumare quotidianamente, come frutta e verdura, e altri che trovano spazio solo occasionalmente. Vietare del tutto una merendina rischia addirittura di renderla ancora più desiderabile», continua Borgo.  

COME COSTRUIRE UNA MERENDA EQUILIBRATA

«La merenda deve spezzare la fame, non sostituire il pranzo o la cena», precisa la nutrizionista. Una merenda sana non deve essere necessariamente elaborata. L’importante è abbinarla ad alimenti che aumentino il senso di sazietà e rendano lo spuntino più completo. 

«Delle merende equilibrate possono essere: yogurt bianco con frutta fresca, pane con ricotta e frutta secca, pane con pomodoro e olio extravergine d’oliva, crackers o taralli con un pezzetto di formaggio, frutta fresca accompagnata da una piccola porzione di frutta secca. Anche due biscotti possono trovare spazio nella merenda, purché inseriti in uno spuntino equilibrato e non consumati da soli». 

Ma meglio una merenda dolce o salata? «Non esiste una risposta universale: conta l’equilibrio complessivo della merenda», risponde Borgo. «Una merenda dolce, se accompagnata da alimenti ricchi di fibre, proteine o grassi “buoni”, può essere equilibrata quanto una salata. L’aspetto fondamentale è evitare eccessi e costruire uno spuntino che sazi senza appesantire». 

E DA BERE?

L’acqua resta sempre la bevanda di riferimento. Per renderla più gradevole si possono preparare acque aromatizzate con frutta, erbe aromatiche o spezie. 

Per quanto riguarda i succhi di frutta, Alessandra Borgo ricorda che è importante non confonderli con la frutta fresca. «Un succo di frutta non è la stessa cosa della frutta: contiene meno fibre, sazia meno e non può sostituire il consumo del frutto intero». 

VUOI SAPERNE DI PIÙ?

Parlare di alimentazione con i bambini significa aiutarli a costruire, giorno dopo giorno, un rapporto positivo e sereno con il cibo. Un impegno che continuerà anche alla prossima edizione del Festival della Prevenzione! 

Guarda il video dell’intervento di Francesca Valla e Alessandra Borgo e continua a seguirci per altri contenuti dedicati alla salute e alla prevenzione.